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Consulta delle Aggregazioni laicali - Arcidiocesi di Monreale

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ASPETTANDO PENTECOSTE

Veglia di preghiera del 26/5/’06

Saluto a S.E. Rev.ma Mons. Cataldo Naro

 

      Eccellenza rev.ma,

é con grande gioia che ci ritroviamo qui questa sera, come tanti figli intorno al proprio padre, per dare inizio, in modo solenne e del tutto speciale, alla novena di Pentecoste.

Nel programmare anche quest’anno un momento unitario tra i gruppi, le associazioni, i movimenti la Consulta ha ritenuto di interpretare un suo desiderio, che emerge con forza dalla lettera pastorale "Amiamo la nostra Chiesa",: e cioè che si pongano segni di unità nella nostra chiesa diocesana, affinché essa, libera dai mali che ne hanno ostacolato il cammino, acquisisca un nuovo dinamismo, divenendo capace di una testimonianza luminosa ed incisiva.

Sento di poter dire che la Consulta si sta muovendo in questa direzione, pur tra le inevitabili difficoltà di ogni inizio, cercando di attuare e diffondere uno stile di amicizia e di cordiale collaborazione che comincia a dare i suoi frutti, come attesta anche la numerosa partecipazione di questa sera.

Desidero inoltre dire brevemente qual è il senso che abbiamo voluto dare a questo nostro incontro.

Esso costituisce, in primo luogo, un momento di sintesi dell’itinerario svolto quest’anno, di cui raccoglie gli stimoli più importanti, racchiusi nei tre temi dell’unità, della speranza e della testimonianza, intorno ai quali è articolata la veglia. Abbiamo approfondito, infatti, oltre alla sua lettera pastorale, anche la traccia in preparazione al Convegno ecclesiale di Verona, inserendoci nell’itinerario diocesano di preparazione ed interrogandoci sulla qualità della nostra fede e della nostra testimonianza cristiana.

Ciò su cui abbiamo riflettuto, diviene ora preghiera comune allo Spirito Santo che solo può aiutarci a realizzare e custodire l’unità, rendendo fecondo il nostro impegno di apostolato. Lei stesso ci ha infatti richiamato al "lavoro della preghiera": siamo qui, eccellenza, in questo cenacolo che è il cuore stesso della nostra arcidiocesi, per svolgere questo prezioso lavoro e chiedere insieme a lei, insieme ai nostri sacerdoti ed ai fratelli che condividono i diversi cammini associativi, una nuova Pentecoste per la nostra Chiesa, una nuova effusione di carismi ed anche una nuova fioritura di vocazioni al servizio del Regno di Dio. Ci sostiene la fiducia che molto viene concesso alla preghiera "concorde" ed anche la certezza dell’intercessione di Maria, la vergine orante che, con le mani alzate, non si stanca di invocare la grazia dello Spirito sulla Chiesa e sul mondo.

L’incontro di questa sera è però anche il preludio di un altro cenacolo, quello di P.zza S. Pietro che, la vigilia di Pentecoste vedrà riuniti in preghiera con il Santo Padre Benedetto XVI tutte le associazioni, i movimenti e le nuove comunità, per rinnovare lo straordinario incontro del maggio ’98, fortemente voluto da Giovanni Paolo II e che tanti frutti ha portato nella vita della Chiesa. Proiettandoci verso questo evento, al quale alcuni di noi parteciperanno, abbiamo voluto coglierne lo spirito e pregustarne la grazia. Pregheremo perciò anche perché le associazioni e i movimenti, generati dallo Spirito Santo per rendere più bello il volto della Chiesa e far giungere ad ogni uomo, nella varietà delle situazioni, l’annuncio della salvezza, siano vere palestre di santità, manifestando i frutti della vita nuova in Cristo.

Ci sostiene infatti la speranza che anche oggi, mentre ci dibattiamo tra tanti mali che insidiano la fede e la sacralità della persona, lo Spirito Santo sta già plasmando, nel segreto, i santi del terzo millennio, suscitando nella Chiesa i carismi che le saranno più necessari in questo nostro tempo.

Vorrei infine che ci lasciassimo introdurre nel cuore della preghiera di questa sera dalle parole piene di speranza di una mistica francese del Novecento, Marta Robin che, nel 1939, mentre si addensavano sull’Europa le tenebre della guerra, così pregava lo Spirito Santo dal letto della sua malattia:

(…) Spirito Santo, Dio d’amore, venite come un vento potente nelle nostre cattedrali, nelle nostre chiese, nelle nostre cappelle, nei nostri cenacoli, nelle case più lussuose come nelle più umili. Riempite la terra della vostra luce, delle vostre consolazioni, del vostro amore.

Venite, Spirito d’amore, portate al mondo la freschezza del vostro soffio santificante. Avvolgete tutti gli uomini con i raggi della vostra grazia! Portateli tutti nello splendore della vostra gloria.

Venite a confortare nel presente ancora così pesante di angoscia, rischiarate l’avvenire incerto di molti, rafforzate quelli che ancora esitano nelle vie divine.

Spirito di luce, dissipate tutte le tenebre della terra, guidate tutte le pecore erranti al divino ovile, squarciate le nubi con le vostre misteriose chiarezze.

Rivelatevi agli uomini e che questo giorno sia annuncio di una nuova aurora. Riempite tutti i cuori dei vostri doni molteplici e preziosi, frutto divino dell’immolazione del Calvario, magnifico pegno delle promesse di Cristo.

Spirito Santo, fuoco d’amore, (…) luce che mette in fuga le più penose oscurità; ispiratore di ogni lode, Spirito di Verità, date a tutte le anime il gusto delle cose sante. (…) Stendete su tutto l’universo la vostra immensità. Riempite il mondo della vostra pienezza. (…) Cancellate tutte le ombre dalle nostre fronti; ponete su tutte le labbra l’ebbrezza del calice di Gesù, e ben presto

tutta una messe di santi si leverà nella luce!

Amen

Rosa Maria Scuderi

Segretaria Cdal